Con o senza IVA?
In assenza di una selezione i prezzi saranno indicati comprensivi di IVA.
 
1 da 2
1 da 2

Competenza dell'esperto - Corno e prodotti di corno

Characteristics

Da tempo immemorabile il corno è uno dei materiali naturali più belli e versatili in assoluto. Rispetto alla plastica è piacevole da tenere in mano, è caldo e regola l'umidità. Il corno non contiene sostanze allergeniche ed è quindi ideale per i prodotti che entrano in contatto con la pelle umana, quali pettini, gioielli, cucchiai, manici di coltelli, ecc. Il corno è completamente insapore e non viene percepito come un corpo estraneo, anche i cibi più delicati, come ad esempio il caviale, si possono gustare senza alterarne l'aroma con un cucchiaio realizzato in corno.

Il corno contiene cheratina, la stessa sostanza presente nei nostri capelli. Assorbe l'umidità e grasso e quindi sviluppa pertanto un effetto curativo quando si pettinano i capelli. Mentre i pettini di plastica presentano una bava principalmente a causa della produzione, i denti arrotondati dei pettini in corno realizzati artigianalmente impediscono l'irritazione del cuoio capelluto o il danneggiamento dei capelli e prevengono la forfora. Pettinare con corno non comporta alcuna carica elettrostatica, come spesso avviene nei pettini realizzati con materiali termoplastici.

Naturalmente, ogni prodotto in corno è unico in termini di colore e disegno. Un distintivo davvero inconfondibile in termini di aspetto e tatto grazie alla lavorazione manuale. Le piccole irregolarità non sono percepite come un vizio, bensì come caratteristiche di produzione artigianale.

Il corno è più duro, più denso e resistente all'usura rispetto a tanti tipi di legno. Si può lavorare tuttavia similmente al legno tramite taglio, rettifica, lucidatura, tornitura o intaglio. Il corno è meno sollecitabile sul piano della trazione e della piega, ma in larga misura è resistente alla pressione. Per questo motivo è stato utilizzato fin dall'età della pietra per migliorare l'elasticità degli archi da caccia ed equestri che erano laminati sul lato di pressione con piastre in corno. I rinforzi in corno nelle balestre medievali servivano allo stesso scopo.

Origine e qualità

Il corno viene ricavato come materiale da quasi tutti gli animali cornuti quali bovini, pecore, capre, zebù, bufali dell'acqua, yak, ecc. Il corno è un sottoprodotto nella macellazione, quindi gli animali non vengono uccisi a causa del corno.

Naturalmente il corno, che viene commercializzato, proviene esclusivamente da animali che non rientrano in specie protette e non sono minacciate di estinzione. Per la maggior parte si tratta di specie addomesticate o semi-selvatiche del bufalo africano o indiano.

Il colore del corno varia a seconda della provenienza, dal nero al marrone melange fino al giallo o quasi trasparente, come si riscontra negli animali albini. Il colore non dice nulla sulla qualità. Quest’ultima viene determinata principalmente dalle condizioni di vita degli animali. Così, le corna di animali che vivono all'aria aperta o in condizioni gravose, hanno solitamente una struttura più dura e più sottile. La conservazione e la lavorazione hanno un ruolo importante. La maggior parte delle corna che si trovano in commercio proviene dalle regioni con alto tasso di umidità. In fase di conservazione prestare attenzione che le corna non si secchino troppo in fretta perché altrimenti tendono, similmente al legno, all'infragilimento e alla fessurazione. Anche nella lavorazione, ad esempio taglio o saldatura, evitare un eccessivo riscaldamento locale.

Il colore intenso del corno dello zebù del Madagascar, solitamente ricco di venature, ha reso questo paese di origine un centro di estrazione e lavorazione del corno. Alla buona qualità dei prodotti, testimoniata dall'elevata resistenza alla rottura e dalla struttura fine, contribuiscono sia il benessere degli animali, sia le conoscenze tradizionali e la percezione delle forme degli artigiani locali di corno.

Il materiale delle corna e dei denti si distingue dal corno, anche se questo spesso viene denominato »corno« o »corna«. Le corna del cervo, le corna di renna, alce palchi, i denti di cinghiale ecc. non sono composti da cheratina, ma essenzialmente da sostanza ossea come il fosfato di calcio. Di conseguenza, è anche più duro del corno e richiede altre tecniche di lavorazione.
Lavorazione

Una peculiarità del corno riguarda il fatto che è meccanicamente ben lavorabile così come plasticamente deformabile sotto l'azione del calore.

  1. Lavorazione meccanica

    Per il taglio sono adatte le seghe a tirare giapponesi con dentatura universale, ad esempio Dozuki Universal (N° 712808) o Kataba Universal (N° 712478). Quando si utilizzano le seghe a nastro o circolari fare attenzione che il materiale non si surriscaldi (infragilimento e rischio di lesioni a causa di inceppamenti). Raffreddare se necessario con acqua. Il corno si può lavorare molto bene con raspa, lima, trapano o tornio perché non ha una struttura fibrosa pronunciata. La lavorazione fina avviene con tela abrasiva e poi tampone di lucidatura Micro Mesh (N° 705420), con l'aggiunta di acqua oppure olio non essiccante, come ad esempioolio di Camelia (N° 705280), fino alla lucidatura a specchio.

    In alternativa si possono utilizzare anche lucidanti tradizionali quali pomice (N° 810050) e tripolite, legati con olio oppure acqua, su un panno di cotone o con dischi per lucidare.Per un'accurata levigatura e lucidatura si utilizza come mezzo collaudato un disco di legno coperto da pelle scamosciata con l'utilizzo di una pasta lucidante (N° 705266).

  2. Deformazione plastica (piega)

    Se il corno viene riscaldato ad una temperatura di circa 150-200 °C, si può piegare bene. Se si fissa durante il raffreddamento, allora conserva ampiamente la forma. È possibile riscaldare le parti sottili, ad esempio con un fon ad aria calda. Il corno è un cattivo termoconduttore e bisogna procedere delicatamente per non bruciare la superficie. Il materiale più forte dovrebbe essere bollito in acqua per almeno 20 minuti.

    Inoltre è possibile riscaldarlo in un bagno d'olio alla temperatura di piega, ad esempio in una friggitrice con olio da cucina. In questo modo, è possibile comprimere il corno in piastre sottili o realizzare laminati (saldature) di parti in corno ad un'alta temperatura. Le parti vengono poi compresse fino al completo raffreddamento ed essiccamento.

  3. Incollaggio

    Si consiglia di irruvidire le superfici dei due collanti, ad esempio con carta vetrata grana 60. Il corno contiene olio, deve essere accuratamente sgrassato prima dell'incollaggio. È possibile utilizzare un solvente come l'acetone, tuttavia è meglio pulire la superficie con un abrasivo e acqua (lega il grasso rispetto al solvente).

    Per gli abbinamenti corno-metallo e corno-legno (manici dei coltelli) è adatta una colla epossidica (N° 450382). E' trasparente e riempitivo, tuttavia richiede superfici assolutamente prive di grasso. Gli incollaggi molto affidabili, anche con legni oleosi, si ottengono con un adesivo a base di resina resorcinoloformaldeide, che tuttavia non si indurisce in maniera trasparente. Per l'incollaggio di parti più piccole in corno una sotto l'altra si può utilizzare l'adesivo a base di cianoacrilato (colla istantanea) che è adatta anche per la correzione di piccoli difetti superficiali.

    Come accennato in precedenza le piastre in corno si possono laminare (saldare) una sotto l'altra con presse dopo un apposito riscaldamento ad alta temperatura.

  4. Superficie, tintura

    Per evitare l'essiccazione e di conseguenza la mancata lucidatura delle superfici in corno, si può o rilucidare con un olio non resinoso (ad esempio olio di Camelia) o cera oppure si può applicare una lacca sottile a sigillatura rapida . Quest'ultimo mantiene o migliora anche la lucentezza, rende il corno insensibile alla sudorazione delle mani e previene la fragilità. La gomma lacca è tuttavia sensibile ai solventi o detergenti.

    Il corno può essere candeggiato, mordenzato e tinto con coloranti all'anilina.

Cura

Gli articoli in corno non sono solo durevoli, convincono anche per l'uso se vengono osservate poche istruzioni per la cura:

  • Non esporre a calore secco e prolungato (fari, sole)
  • Conservare in un luogo asciutto
  • Non mettere mai in lavastoviglie, non versare per troppo tempo in acqua o sui cibi in cottura
  • Non pulire con detergenti a base solventi o abrasivi; risciacquare con acqua tiepida e una leggera soluzione saponata.
  • Non esercitare un'elevata sollecitazione di flessione; alle basse temperature il corno si infragilisce e la resistenza alla rottura si riduce
  • Occasionalmente strofinare e rilucidare con olio da cucina, olio di camelia o vaselina
Ultimo articolo visualizzato